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sabato 26 dicembre 2009

Il Natale in Russia: С Рождеством!

Bisogna ricordare che il popolo russo ha sofferto a causa del regime per un lungo periodo, quasi dimenticandosi le feste natalizie. Un regime comunista che mal vedeva le chiese e tutto quello che ruotava intorno alla religione, così oggi, possiamo affermare che la Russia [Россия] si prepara a festeggiare il 19° Natale [Рождество] [traslitterazione: Rozhdjestvò] consecutivo come popolo libero. Puntualizzando, loro ti rispondono così: “non che prima non si facesse – racconta un anziano di Yoshkar-Ola [Йошка́р-Ола́] – ma era preferibile farlo in silenzio e la maggior parte delle volte nascosti. Perché se il regime ti scopriva, poteva mandarti a morire nei campi siberiani”. D'altronde solo con la libertà e con le leggi sulla libertà religiosa, le chiese hanno riaperto le loro porte e la gente, non avendo bisogno di nascondersi come un tempo, partecipa con serenità alla tradizione natalizia.

Il Natale russo si festeggia il 7 gennaio [январь]. La diversa data è dovuta all’uso del calendario giuliano [Јулијански календар] come calendario liturgico [Літургійний Календар]; introdotto nel 46 a.C. [46 год до н. э.] da Caio Giulio Cesare [Гай Юлий Цезарь], è un calendario solare, basato sulle stagioni. Le festività si concludono il 13 gennaio, giorno del Vecchio Capodanno [Старый Новый Год]. Comunque la festa più sentita dal popolo russo è la notte del 31 dicembre [декабрь] notte dell’Anno nuovo [Новый Год] [traslitterazione: Novyj God], in quanto il Babbo Natale russo, chiamato Babbo Gelo [Дед Мороз] [traslitterazione: Died Moròz, letteralmente Nonno Gelo], arriva con l’anno nuovo e porta i regali, raccolti sotto il tradizionale abete [ель] decorato nel modo più scintillante [le decorazioni si chiamano игрушки, traslitterazione: igrushki, che vuol dire anche giocattoli] ed è per questo che la data resta molto attesa. In quanto tradizionalmente il Capodanno russo rimane una festa familiare.




Died Moròz è una versione appena ritoccata dell’ortodosso San Nicola [Николай Чудотворец], noto a noi occidentali come san Nicola di Myra, san Nicola Magno o san Niccolò, cioè la figura che ha dato origine al mito di Babbo Natale. In Russia è rappresentato con una veste lunga, rossa nella tradizione più occidentale, ma nella maggior parte del paese è il bianco il colore che lo raffigura, è ritratto come un vecchio dalla lunga e candida barba, tutto vestito di bianco con gli abiti decorati di cristalli di ghiaccio e fiocchi di neve. Si racconta infatti che sia esistito da sempre e che sia il padrone del gelo, della neve, della grandine, della pioggia e di qualunque maltempo porti con i l'inverno. E’ meno dinamico di babbo Natale, e in genere si sposta a piedi, accompagnato da Snjegòrushka [Снегурочка], una figura femminile giovane e bella, che indossa un abito azzurro. Snjegòrushka significa fiocchetto di neve: Died Moròz e Sniegòrushka accompagnano i giorni delle feste, si possono incontrare in ogni luogo, durante la corsa all’ultimo regalo, nelle gigantografie per strada e nei centri commerciali, alla Tv, nelle fiabe e nelle splendide leggende del nord.

Così in tutta la Russia è possibile incontrare Died Moròz e Sniegòrushka, vedere splendidi abeti scintillanti e ben decorati, palazzi illuminati con effetti e giochi di luce. Ogni angolo del paese ricorda questo avvenimento con paesaggi e costumi che danno un gradevole ambiente alle strade e nei centri commerciali, talvolta anche nell’esagerazione, ma c’è da dire, ovviamente, che anche in Russia prende sempre più piede l’aspetto commerciale. Difatti il regalo è “quasi” obbligatorio nella notte di Capodanno, qualsiasi esso sia. Girando per i centri commerciali è possibile vedere lunghe file nei reparti del confezionamento, in quanto i russi curano dettagliatamente questo particolare estetico del regalo che devono consegnare.




La cena del 31 dicembre riunisce le famiglie e gli amici più cari, anche la preparazione diventa un rito, mentre continuano ad arrivare gli invitati con doni, cibo e bottiglie. Tra i piatti tradizionali non può mancare quella che noi occidentali conosciamo e chiamiamo l’insalata russa, con l’aggiunta però irrinunciabile del prosciutto. E, dettaglio fondamentale sono i brindisi. I cincin russi non sono solo numerosi, ma articolati, poetici, alcune volte anche commoventi. Tutti i commensali sono invitati a dire qualcosa: ogni brindisi è un augurio, un invito all’amore, pieno di auspici per il futuro. Ed ogni volta è diverso: può essere umoristico, sarcastico, toccante, prendendo a prestito a seconda del caso aforismi o poesia, che i russi amano moltissimo. Ed infine si crea lo spazio per suonare, cantare e ballare. Non mancano petardi e mortaretti, che scoppiano tra la neve alta di quei giorni.

A Mosca [Moskva] il momento più importante delle festività natalizie è il concerto di mezzanotte nella Piazza Rossa [Красная площадь], un avvenimento imperdibile per chiunque ha intenzione di passare delle vacanze in questo periodo dell’anno. È anche usanza uscire dalle città per fare una passeggiata nei boschi innevati, magari per chi ha la possibilità, può fare un bel giro sulle tipiche slitte russe, attraversando paesaggi dall’atmosfera unica.

Un tipico menu natalizio in Russia inizia con un ricco buffet di antipasti freddi e caldi, composto di blinis di grano saraceno con caviale, lingua di manzo salmistrata [traslitterazione: zalivnoje iz yazyka s khrenom] servita con una salsa di rafano, le uova farcite e decorate con caviale nero, l’insalata russa e di barbabietole [traslitterazione: golubtsy], i saporiti sott’aceti di funghi e cetriolini, peperoni ripieni di riso e verdure.

Non possono mancare un ottimo sterliadj zalivnaja, praticamente è uno storione bollito in salsa di cipolle fritte, funghi e carote, e l'ugorj v vine, un’anguilla cotta in vino rosso, cipolle e succo di limone. Poi vengono serviti i primi: la vellutata ai funghi di bosco, legati con la panna acida, oppure il brodo chiaro con i rasstegai, pasticcini di pasta sfoglia ripieni di salmone e uova. La portata principale e’ il maialino da latte con polenta di grano saraceno o kulebiaka. La tavola di Natale normalmente e’ decorata con arance e mele rosse, che vengono messe ben in vista perche’ simboleggiano la salute e l’amore. La cena si conclude con i vari dolci, come il rotolo di papavero, torta di ricotta o con il prianiki, un dolce a base di miele e spezie, che ricorda in qualche modo i dolci dell’antica Roma [Древний Рим].

Buon Natale! С Рождеством! S rozhdestvom!





1 commenti:

  1. bello! mi e' piaciuto. Mi sono sentito per un po ancora in quel di Mosca ..... Citta' che mi ha lasciato splendidi ricordi. Buone Feste a tutti

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