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domenica 13 dicembre 2009

Matrioska!

Siamo vicini al Natale, chi si prepara a fare un viaggio in Russia consiglio di acquistare il souvenir russo per eccellenza e simbolo dell’arte popolare di questo meraviglioso paese: la matrioska [матрёшка]. Può essere un bell'idea regalo, per se stessi, come ricordo e simbolo della Russia, o per donare come simbolo del vostro viaggio.

Già negli aeroporti è possibile trovare le matrioske in moltissimi modelli, raffigurazioni artistiche e pezzi. Ci sarà l’imbarazzo della scelta! Ma la matrioska si trova in ogni angolo del paese, con colori tradizionali o molto accesi. I prezzi variano dalla quantità, ma soprattutto dalla qualità, alcuni pezzi possono essere pitturati con oro e le dimensioni sono dalle più piccole al mezzo metro di altezza!

Esattamente la Matrioska è una bambola di legno composta da otto pezzi, la prima venne costruita ai primi del ‘900 dal maestro Vasiliy Zvezdochkin e pitturata dal famoso illustratore di libri per l’infanzia Maliutin, profondo conoscitore dell’arte popolare dei villaggi russi. Maliutin rappresentò la bambola con il vestito tradizionale locale, chiamandola Matrena, ispirandosi al latino mater, cioè madre. Quindi la matrioska è un diminutivo di Matrena, che rappresenta simbolicamente la figura materna e la generosità ad essa correlata, in cui si identifica spesso, anche nella cultura occidentale, nella fertilità della terra. Le otto piccole bambole che componevano la prima matrioska rappresentavano, in ordine di grandezza, una madre, una ragazza, un ragazzo, una bambina, bambini e l’ultima figura rappresentava quella di un neonato in fasce.



La matrioska si compone di pezzi di diverse dimensioni realizzati in legno ognuno dei quali è inseribile in uno di formato più grande. Ogni pezzo si divide in due parti ed è vuoto al suo interno, salvo il più piccolo che si chiama "seme". La bambolina più grande si chiama invece "madre".

Nell'anno 1900, all’Esposizione mondiale di Parigi, la matrioska fu premiata e riconosciuta come simbolo della tradizione russa per la sua popolarità in tutto il mondo. Da allora ha rispecchiato nella sua espressione artistica la vita e la storia della Russia.

Ritornando alla nascita della matrioska, viene convenzionalmente identificata negli anni a cavallo fra il XIX e XX secolo. Alcuni testi sostengono cha ad idearla fu un certo Savva Momontov - c'é molta confusione in tema - che era anche il fondatore del circolo artistico Abramzevskii. Facoltoso industriale, collezionista d'arte e mecenate, il fondatore aveva allestito nella propria tenuta di campagna dei laboratori artistici riunendo attorno a sé pittori e artigiani dell'arte tradizionale dei contadini russi. Il suo intento era quello di far rifiorire e sviluppare questo genere artistico, e in tale opera era coadiuvato dal fratello Anatolii, anch'egli imprenditore, editore e collezionista di opere pittoriche russe.

Mamontov allestì contestualmente anche un laboratorio-negozio che definì “l’educazione infantile” in cui venivano creati dei giocattoli per bambini, in particolare bambole etnografiche, ovvero vestite con i costumi tradizionali regionali, ognuno diverso a seconda del villaggio di provenienza.

Mamontov importò anche molti giocattoli in ogni parte del mondo. A colpirlo fu un pezzo in legno importato dall'isola giapponese di Honsu e raffigurante un personaggio del buddismo, il vecchio saggio Fukurokuju. Tale figura conteneva al suo interno altre quattro figurine.

I giapponesi sostenevano che la prima di quelle figure era stata fatta da un monaco russo. Fu questo fatto, pare, a suggerire l'idea della realizzazione della prima matrioska. Il prototipo giapponese della matrioska potrebbe a sua volta derivare dalla tradizione delle scatole cinesi.

Terminiamo la nostra matrioska!



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