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giovedì 13 settembre 2012

Il don Fabio russo... Фабио Капелло

Alla fine di Euro 2012 ricordo di aver letto, tra i possibili candidati alla guida della nazionale di calcio della Russia [Росси́я], il nome di Fabio Capello [Фабио Капелло]. Pensai subito che sarebbe stato proprio lui il prossimo allenatore della rappresentativa russa. Primo perché Vladimir Putin [Влади́мир Влади́мирович Пу́тин] è amico di Silvio Berlusconi [Сильвио Берлускони], e di certo quest'ultimo gli avrà consigliato di prendere l'ex allenatore del suo Milan, oltre che per un'amicizia dichiarata pubblicamente, secondo perché il nostro don Fabio sarebbe stato l'allenatore giusto, e comunque tra i candidati non avrei avuto dubbi su chi assumere.

Il 16 luglio i media russi danno per concluso l'accordo, mentre il giorno dopo arrivano smentite ufficiali, in quanto Capello aveva posto delle condizioni che aspettavano di essere accettate; poi il 19 luglio il vice-presidente della Federazione calcistica della Russia "RFU" [Российский Футбольный Союз, РФС] Nikita Pavlovič Simonjan [Ники́та Па́влович Симоня́н] rilascia una dichiarazione annunciando che la RFU ha accettato le clausule imposte dall'italiano Capello, aggiungendo che "adesso il signor Capello deve solo firmare il contratto", firma che arriverà in giornata con tanto di ufficialità.

Le reazioni in Russia sono state abbastanza positive, Fabio Capello ha esperienza, ha vinto tanto, ha sempre puntato al risultato e ha dimostrato di essere motivato per questa nuova avventura; un'avventura pagata annualmente 10 milioni di euro lordi compresi i premi.

In questo video Fabio Capello è ufficialmente a capo della nazionale di calcio della Russia!



Però alla prima convocazione per l'amichevole contro la Costa d'Avorio [Кот-д'Ивуаром], qualcuno in Russia non ha condiviso le scelte dell'italiano, il messaggio di Capello è stato subito molto chiaro: ringiovanire le rosa, lasciare fuori alcuni senatori della nazionale e puntare sul blocco dello Zenit [Зенит], la squadra russa vincitrice degli ultimi due campionati nazionali con alla guida l'altro italiano Luciano Spalletti [Луча́но Спалле́тти]. Il risultato finale di pareggio 1-1, non smorzerà certe critiche, anzi per una settimana le televisioni russe non fanno altro che parlare del fallimento di Capello di voler rivoltare completamente la nazionale.

Ma noi italiani conosciamo don Fabio, è un tipo "tosto", uno che va avanti per la sua strada, così arrivano le convocazioni per le prime due partite per la qualificazione ai prossimi campionati mondiali di calcio [Чемпиона́т ми́ра по футбо́лу] che si giocheranno in Brasile [Брази́лия] nel 2014. Questa volta è proprio rivoluzione totale, Capello lascia fuori dalle convocazioni quattro dei giocatori più amati dai sostenitori russi, che erano stato i punti fermi della Russia negli ultimi 7/8 anni, che sono: Andrei Arshavin [Андрей Сергеевич Аршавин], Roman Pavlyuchenko [Роман Анатольевич Павлюченко], Pavel Pogrebnyak [Павел Викторович Погребняк] e Yuri Zhirkov [Юрий Валентинович Жирков]; non contento il nuovo allenatore convoca un maggiore blocco di giocatori dello Zenit. E' superfluo scrivere che, fino all'inizio della prima partita, giocata contro l'Irlanda del Nord [Северную Ирландию], il povero don Fabio si è sentito anche dire che alla bella età di 66 anni forse il cervello non funziona più bene oppure che gli zar non ci sono più da circa 100 anni, diciamo tipici humor russi! Ma alla fine tutti, ma proprio tutti, si sono ritrovati ad applaudire Capello. La prima partita vinta per 2 -0 e la seconda giocata fuori casa contro Israele [Израиля], vinta con un risultato netto di 4 - 0, ha messo a tacere tutte le polemiche, ma soprattutto l'italiano è riuscito a fare dimenticare le cocenti delusioni della precedente gestione dell'ex allenatore della squadra russa Richard Advocaat [Дирк Николас Адвока́т].

Alla fine delle due partite Capello ha rilasciato importanti dichiarazioni, la prima è sempre sulla pressante domanda che rigurada Arshavin: "Andrei deve giocare, non importa con quale club: senza la consuetudine del campo, la porta per rientrare in Nazionale resterà chiusa", un messaggio abbastanza chiaro che rispecchia il personaggio.

L'entusiasmo salito alle stelle dopo aver realizzato sei gol e senza subirne nessuno, nelle prime due partite ha portato un grande entusiasmo tra la gente, soprattutto in vista della prossima sfida che si giocherà a Mosca il 12 ottobre contro la favorita del girone di qualificazione, ma l'italiano replica: "Il Portogallo che sè arreso solo ai rigori alla Spagna nella semifinale dell'ultimo Europeo è il favorito del nostro girone, ma la Russia può giocare alla pari con chiunque".

Sulle prime due partite Capello dice: "Senza dubbio abbiamo fatto un'ottima partenza, però nessuno dimentichi che siamo appena allinizio di una lunga, una lunga ricerca per ottenere un pass per i Mondiali del 2014 in Brasile. Sei punti e sei gol in due partite sono uno score eccellente. Ma non è assolutamente abbastanza. Per esempio io sono molto più felice per non aver subìto gol che per averne realizzati sei. Mantenere la porta imbattuta significa accrescere ulteriormente la nostra autostima al pari della stessa vittoria". Anche qui don Fabio non si smetisce, prima di tutto non "buscarle"!

Sulla partita di Tel Aviv [Тель-Ави́в-Я́ффа]: "Siamo partiti bene, ma poi abbiamo perso il controllo del gioco alla fine del primo tempo concedendo ai padroni di casa alcune occasioni per segnare e riaprire la gara. Per fortuna dopo l'intervallo abbiamo subito ripreso in pugno il comando delle operazioni e incrementato il punteggio. L'unica cosa che mi ha dato fastidio sono stati gli infortuni occorsi a tre nostri giocatori".

Così dopo nemmeno due mesi don Fabio Capello si è fatto conoscere anche in Russia per la sua fama di essere un duro, ed infatti i russi hanno incominciato a chiamarlo il "Generale Capello" [Генеральный Капелло]. Anche i giocatori hanno capito con chi hanno a che fare, l'italiano ha imposto allenamenti duri a ritmi serrati, ha imposto il rispetto del gruppo ed ha vietato qualsiasi tipo di distrazione che non sia adeguato ad uno sportivo. Tutti hanno subito capito il suo carattere, per esempio nella militarizzata città di Tel Aviv, ha avuto un duro scontro con due guarde locali che volevano salire a bordo del pulman della nazionale russa. Capello non ha ceduto, ed è stato solo grazie all'intervento delle due federazioni calcistiche che è stato possibile riparare ad un piccolo cavillo diplomatico.

Alla fine, il risultato che conta di più, è quello che arriva dai campi di gioco, le due vittorie hanno consegnato al paese Russia una nuova gestione del calcio, ma soprattutto i giocatori russi hanno capito quale dev'essere il loro ruolo, scordandosi in fretta le balbuzie manifestate sotto la precedente gestione dell'olandese Advocaat e sembrano aver recepito in fretta i messaggi del "Generale Capello".

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